La Tregua di Natale

Lo so, Natale è terminato da diverse ore! Ma noi dello Storico, anche se con un po’ di ritardo, ci teniamo a farvi i nostri più sinceri auguri di buone feste. E come farlo al meglio se non raccontandovi un piccolo aneddoto storico che ha visto protagonista proprio il giorno del 25 dicembre? Come avrete capito mi sto riferendo alla famosissima Tregua di Natale del 1914.

La vita di un soldato durante la Prima Guerra Mondiale era tutto fuorché semplice: immaginatevi di vivere per 24 ore al giorno, 365 giorni l’anno, sdraiati in una fossa di terra profonda poco più di un metro, fra pioggia e siccità. La perenne umidità creava le condizioni ideali per il diffondersi di numerose malattie come la febbre da trincea, il piede da trincea e il tifo petecchiale, trasmesso dai pidocchi che infestavano abiti e coperte. A rendere ancora più drammatica la situazione vi era il costante sibilo dei proiettili sparati a bruciapelo sopra le teste dall’esercito avversario. Già, la vita di un soldato durante il primo conflitto mondiale era tutt’altro che semplice.

La sera della Vigilia, presso Ypres (nelle Fiandre in Belgio), apparvero numerose candele lungo i bordi delle trincee tedesche. Agli addobbi seguirono poi canti natalizi che risuonavano in tutta la campagna circostante. La vista delle luminarie e il suono delle canzoni giunsero fino all’altro lato del fronte, dove gli inglesi risposero a loro volta con altrettante melodie. In poche ore questo fenomeno si diffuse in altre aree di guerra.

 La mattina seguente numerosi soldati inglesi e tedeschi s’incontrarono scambiandosi piccoli doni e stabilendo così una tregua non ufficiale. Ai doni seguirono funzioni religiose, preghiere comuni, sorrisi e giochi, arrivando anche a organizzare partite di calcio.

Il 26 dicembre gli scontri ripresero e l’orrore di quel conflitto ricominciò come se nulla fosse.

Il miracolo del 25 dicembre 1914 mostra il vero senso del Natale: gioia, festa e fratellanza. Un simbolo che ci accomuna anche quando le condizioni sembrano non permetterlo.

Con questo Lo Storico vi saluta e va in vacanza! Ci rivediamo tutti il prossimo anno con tanti nuovi articoli!

Jacopo Di Sacco

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