Storia di un fascista che s’innamorò di Israele

Sicuramente c’è tra di voi chi non mi crederebbe se gli dicessi che tra lo Stato di Israele e il fascismo c’è un elemento che li accomuna, ma fidatevi, è proprio così. Infatti, il collante di cui sto parlando ha un nome: Fiorenzo Capriotti, soldato nella Xª Flottiglia MAS durante la Seconda Guerra mondiale e fascista convinto!

Già impiegato ai mezzi d’assalto per la Marina Militare Italiana, il 10 giugno 1940, come tutti i soldati, accolse con favore la guerra. Tuttavia, le sue imprese belliche ebbero breve durata, in quanto, partecipando all’assalto del 26 luglio 1941 contro Malta, fu fatto prigioniero dagli inglesi e trasferito (insieme ad altri suoi compagni d’armi) nel Regno Unito, dove venne rinchiuso in un campo di lavoro. Dopo Pearl Harbor e l’entrata nel conflitto degli Stati Uniti, gli americani chiesero a Londra un migliaio di prigionieri italiani per insegnare ai loro soldati a gestire i nemici catturati. Così, verso la fine del 1942, attraversò l’Atlantico a bordo del transatlantico Queen Elisabeth. Appresa la notizia dell’Armistizio di Cassibile, rimase molto deluso della sconfitta della sua amata Patria, capendo cosa questo avrebbe comportato; ma la cosa che più lo distrusse emotivamente fu venire a conoscenza della cessione della flotta militare italiana agli inglesi. Proprio per quest’ultimo motivo, simpatizzò (anche se da lontano) con la nascente Repubblica Sociale Italiana.

Nonostante la resa dell’Italia nel 1943, Capriotti continuò la sua prigionia fino al marzo del 1946, quando poté fare ritorno in Patria. Questi cinque lunghi anni lontano da casa generarono in lui un forte odio nei confronti degli americani, ma soprattutto degli inglesi. Costretto dallo Stato a concludere i suoi doveri da militare, venne nominato Ispettore Nazionale del Fronte dell’Italiano e fu tra i fondatori del Movimento Sociale Italiano.

Nel 1948 riuscì a lasciare il servizio militare, ma subito venne contattato da una sua vecchia conoscenza, il Com.te Calosi, capo del SIS (Servizio Informazioni Segreto della M.M.), il quale propose al nostro protagonista una missione segretissima all’interno del nuovo Stato di Israele. Si trattava, infatti, di inviare in questa terra due operatori di mezzi d’assalto con lo scopo di addestrare la nuova Marina Israeliana: uno per i subacquei (nella figura di Nicola Conte) e l’altro per la superficie (in quella di Capriotti).

Prima di continuare bisogna capire perché un’operazione del genere fosse così delicata e segreta. In primo luogo, la Palestina era un territorio in piena guerra (lo Stato di Israele nacque ufficialmente il 14 maggio 1948 e già il giorno seguente Egitto, Siria, Libano, Iraq e Transgiordania gli dichiararono guerra attaccandolo). In secondo luogo, essendo l’Italia un paese sconfitto, non poteva interferire liberamente e apertamente con altre nazioni commerciando armi e armamentari, figuriamoci addestrare un esercito di un terzo Stato. Ultima problematica: Capriotti, dopo 5 anni di prigionia, come avrebbe comunicato a sua moglie che stava per accettare un incarico del genere?!

Nonostante le difficoltà che questo comportava, decise di accettare e subito da Roma si spostò a Milano dove prese contatto con Ephraim Ilin, un commerciante di lana e cotone che aveva donato al nuovo stato nascente 6 MTM (Motoscafi Turismo Modificati) acquistati dalla CABI Cattaneo di Milano. Ad attendere Capriotti nel capoluogo lombardo vi erano anche molti altri mezzi d’assalto della Marina Militare Italiana: soprattutto MT e MTM. Controllati e collaudati all’Idroscalo, tutti i mezzi vennero poi imballati e spediti in Israele.

immagine di un MTM

Mentito alla moglie e ottenuto un documento falso che lo faceva apparire come One Displaced Person (un ebreo proveniente dalla Romania che doveva raggiungere la terra promessa passando dall’Italia) e assunto il nome di Mister Katz, nel giugno prese un aereo per Haifa. All’arrivo, subito Capriotti rimase colpito dal calore che mostrava quella popolazione. Descrisse così il momento:

Si era nel periodo della guerra calda, caldissima, ma, la gente era felice, cantava, ballava, gioiva: era il mondo che invano avevo sempre sognato per l’Italia. E, tanto stavo male in questo nostro Paese, tanto mi sentii felice laggiù fra quella gente semplice. Fin dal primo momento, mi sentii di amare quella terra e fin dal primo incontro, mi sentii veramente uno di loro, un “sabra”, uno che aveva sempre sognato di essere così.

cit. da Diario di un Fascista alla Corte di Gerusalemme, p. 19

Successivamente, venne presentato ai dodici ragazzi che avrebbero costituito il I gruppo mezzi d’assalto della Marina Israeliana e qui Capriotti rimase ancora più colpito: infatti si trovò davanti un insieme di giovani provenienti da tanti paesi diversi (in prevalenza russi) che tuttavia erano pronti a combattere e morire per amore verso quella Patria. Come poteva un fascista (e un patriottico) come Capriotti non innamorarsi di ciò che stava vedendo?

Tra questi, uno in particolare colpì l’attenzione dell’italiano, Yohay Fisher (che poi divenne Yohay Ben Nun). Ben presto quest’ultimo assunse la leadership degli assalitori. I due rimarranno amici per tutta la vita.

Il primo problema che fu chiamato a risolvere Capriotti fu creare una strategia d’attacco che andasse bene per la nascente forza navale. Durante la Seconda Guerra Mondiale la Marina Italiana operava motivandosi con l’idea di combattere fino alla MORTE o alla CATTURA, lasciando sempre aperta la possibilità di sopravvivenza. Questa strategia però non poteva essere applicata per gli israeliani, perché la prospettiva della cattura era inesistente: i nemici li avrebbero comunque uccisi. Ne venne fuori un piano di operazione che prevedeva l’impiego di più mezzi d’assalto, di cui uno disarmato con sopra solo due operatori: un pilota e un soldato munito di binocolo ad infrarossi, che aveva lo scopo di individuare e ripescare in mare i caduti.

Nel gruppo c’era solo entusiasmo, voglia di lavorare, apprendere e prepararsi sognando il nemico. Io ero considerato uno di loro, il fratello maggiore, che passavo loro il testimone dell’ardimento al servizio del Paese.

cit. da Diario di un Fascista alla Corte di Gerusalemme, p. 23

Le esercitazioni continuarono giorno e notte fino a ottobre. Intanto l’Intelligence Service Israeliana capì che l’Egitto stava portando avanti un’operazione di rifornimento alle truppe accerchiate a Gaza. Pertanto, il 22 ottobre tutti i reparti militari ricevettero l’ordine di tenersi pronti. Capriotti venne a questo punto messo in disparte in quanto cittadino straniero e i suoi uomini partirono per un’azione militare la notte seguente: era arrivato il momento di andare in guerra! La missione fu un successo e portò all’affondamento della nave ammiraglia egiziana El Emir Farouk.

Quattro giorni dopo, l’italiano poté tornare a Roma e fare rapporto al SIS, sottolineando l’importanza per l’Italia di creare un legame con la nuova Marina Militare Israeliana, così da legarla a sé soprattutto nel rifornimento degli armamenti. Terminato il colloquio nella capitale, tornò a Milano dalla moglie.

Dopo l’ottobre 1948 Capriotti continuò a spostarsi fra Italia e Israele, rifornendo quest’ultimo di mezzi da guerra. Nel 1952 Israele aveva a tutti gli effetti una flotta navale!

5 pensieri su “Storia di un fascista che s’innamorò di Israele

    1. Ciao! No dal 1957. Commenta così il suo legame con il MSI: “… Alla costituzione del Movimento Sociale Italiano, fui considerato quale uno dei fondatori, facendo parte del Comitato Centrale del partito fino a quando, nel 1957, compreso che non si voleva quello che intendevo io, me ne andai in silenzio per la mia strada. Ma, quanta amarezza e ribellione c’era in me!”

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